Killer Dog

Artista: Davide de Vico
Inaugurazione: sabato 5 Marzo, ore 19
fino al 31 Marzo
Curatore: Giuseppe Ussani D’Escobar
Luogo: LaPortaBlu Art Gallery
Via del Teatro Valle, 27, Roma

La Pittura Implacabile

Una mostra da vedere, assaporare,degustare e vomitare.
Un serie di opere prodotte e pensate in un mondo, senza memoria, assente e feroce, dove la convenienza, la corruzione e l’assassinio sono la verità assoluta.
Il degrado di una civiltà e di una modernità, mai diventata ne moderna ne civile se non nella contemplazione di un bidone della spazzatura illuminato.

Una presentazione, uno scritto demenziale, fatto da un pazzo infuriato con il mondo e con la madre che lo generò.
Un curatore, critico, storico, trascurato, stitico e racconta balle, con la sua miseria come ideologia di una gloria senza eternità……un demente…..o un genio del nuovo ordine mondiale….chi lo sa?

La propria e nostra stupidità di fronte ad una pittura implacabile (pop, street, cult, avant, classic), e con il fascino godurioso di averla dentro le proprie viscere….quelle più vicine al fondo schiena.
Il floscio.
Un fatto imperdonabile e implacabile che ci viene ripresentato con un nuovo pop look per fregarci nelle meraviglie del moto ondulante e continuo di una ignoranza sempre sorridente.
Tutto finto, consumato e tritato.
Disgustoso.
Da vedere………da leggere…..

 

 

Alberto Parres
LaPortaBlu Art Gallery
Who is Killer Dog?
Killer Dog è un uomo, un folle rapper che si muove su strane cadenze, con una voce cavernosa e sincopata, forse è anche un cane!? Killer Dog può essere tutto questo. Certamente è una voce libera che proviene dalle periferie romane, dalle quali emerge grazie alla sua personalità di uomo creativo, non perdendo mai il profondo significato delle sue radici. Killer Dog è un artista Pop, che si afferma sulla scena romana tramite il suo alter ego: il cane, il Bull Dog. Spesso mi sono trovato con lui a conversare ed ho visto nei suoi occhi l’ironia derivante dalla sua doppia personalità. Dalle sue opere viene alla luce il profilo del Romano de Roma, un identità che si muove inquieta tra i personaggi di Sordi, Verdone e Pasolini: Abbiamo il Killer Dog che sembra venire fuori dalle French Fries con il ketchup, quasi gadget della McDonald’s, e che implicitamente rimanda al Sordi che voleva diventare americano, ma trovandosi davanti al dilemma se lasciarsi tentare dal piatto di spaghetti o dal fast food, cede alla tentazione del primo……così altrettanto farebbe anche il nostro Killer Dog. Ed ecco il Killer Dog alla Verdone: Immobile e dinamico nel colore puro, con le sue fauci aperte, sospeso nel colore, ruota su di se, per permetterci di contemplare la sua bellezza da tutte le angolature possibili, un vero macho, forte, sexy, di borgata; sempre con una superiore dignita, orgoglio fermo della cultura popolare, indossa una catena notevole al collo, ancor più importante per il dettaglio minimo, quasi inavvertibile ed intimo…..un ciondolo a forma di cucciolo, del suo piccolo, pende dagli anelli robusti che non si piegano a niente. Un particolare delicatissimo nella sua dimensione eroica e aggressiva. Quel Verdone che si paragonava, guardandosi allo specchio con un misto di simulata forza bruta e gentilezza d’animo, ai super eroi giustizieri dei film americani, attraversa i miei ricordi, in un gemellaggio azzardato ma non troppo, con il nostro Killer Dog. Killer Dog appartiene anche alla tradizione espressionista, che utilizza il colore per trasmettere una sequela di sensazioni, per toccare i nostri sensi e comunicare mistero. Killer Dog nasce, cresce ed evolve nella sua bolla enigmatica, l’artista, sin da molto giovane, ha iniziato ad avere dei sogni nei quali si manifestava nel suo profondo come “Cane Assassino”, il suo subconscio ha lavorato lungamente, e cosi ha cominciato a realizzare dei piccoli bozzetti che avevano per oggetto questo originale Bull Dog, anche in questo l’artefice rivelava una sorta di fascino per l’esotico……..Nelle sue opere la deformazione, seppure lui sia ossessionato dal dettaglio, denuncia l’invisibile della sua mente, cova nel silenzio onirico del suo io profondo ed ancora i tagli prospettici, falsi e capricciosi, vogliono trasformare Dog Killer in un oggetto di culto, in un moderno mito popolare tra il Pop e l’espressionista. Killer Dog, nella più piena e sfacciata indifferenza, molto romana, contempla una mela che galleggia nell’aria, in un romantico sogno, catturato dalla perfetta bellezza della Natura e dell’Universo, così nella metafisica più sconcertante l’uomo-cane è ironicamente trascendente.
Giuseppe Ussani D’escobar

 

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