E
la città non ha bisogno
della luce del sole o della luna
(dal ciclo dell'Apocalisse)
2000
21 x 40,6 cm
matita e pastello ad olio su carta |
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Per la sua prima personale in Italia l’artista
Ines Meyer (Germania, 1969), presenta una selezione di disegni ispirati
ad un mondo esistenziale di coinvolgente intimità che rivelano
un’inclinazione mitica e spirituale.
Solo per la durata di questa mostra i visitatori potranno fruire
di un lavoro dell’artista eseguito appositamente sugli spazi
della galleria, infine sarà eposto un suo ciclo di opere
sul tema dell’Apocalisse.
Durante il giorno dell’inaugurazione lo spettatore sarà
coinvolto in un’esperienza percettiva totale per tentare di
cogliere il legame tra il testo antico e l’interpretazione
moderna attraverso un reading di alcuni brani dell’Apocalisse
di Giovanni ed una proiezione video di immagini tratte dai disegni
dell’artista. “Fui rapito in estasi, nel giorno
del Signore, e udii dietro a me una voce possente, come di tromba,
che diceva: «Ciò che vedrai scrivilo in un libro e
invialo alle sette chiese: a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatira,
a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea». Così inizia “L’Apocalisse”,
parola che deriva dal greco apokalupsis che significa rivelazione,
letteralmente “l'alzarsi di un velo”, o scoperta in
senso letterale.
L’artista si accinge ad affrontare tematiche che attengono
alla dimensione più profonda della natura umana, indaga e
svela attraverso il disegno gli incubi e le ansie del nostro subconscio.
Le sue opere sono popolate di figure mitologiche, primitive e arcane,
un mondo onirico rappresentato da forme fissate in istanti senza
tempo. |