Comunicato Stampa
  Marcello Di Donato
   
  Destination anywhere
   
  a cura di Martina Sconci
   

 

Inaugurazione mostra: sabato 14 gennaio 2010, ore 19:00
Luogo: LaPortaBlu Gallery
Indirizzo: Arco degli Acetari 40 , 00186 Roma
Durata: Fino al 30 gennaio

orari: dalle 17:00 alle 20:00 dal Marted́ al Sabato

   
 

Marcello Di Donato, osservatore attento di una realtà quotidiana che raramente riusciamo a penetrare, ci presenta per questa mostra una serie di nuove fotografie, frutto di uno studio condotto per diversi anni sul volo degli stormi di uccelli.
Come abitanti curiosi delle nostre città, gli storni ci sorvolano e ci guardano dall'alto formando dei disegni che incuriosiscono, figure antropomorfe che sembrano richiamare i segni primordiali di Mirò. Ognuna ha un proprio suono interiore, è un essere spirituale che diventa forma.

Immersi nel ritmo caotico della città e presi nel vortice degli affari e degli impegni checi consumano, ci fermiamo a guardare queste forme fluttuanti nell'aria, provando un sentimento sublime di estasi e meraviglia, esaltazione e stupore. Le atmosfere malinconiche dei cieli di Di Donato, riflettono queste tensioni romantiche verso l'infinito, il lontano, l'ignoto, tipiche di alcuni paesaggi di Turner, davanti ai quali cresce l’angoscia del limite umano.Gli storni ci attraggono ma allo stesso tempo ci danno come l'impressione di un presagio, qualcosa di oscuro e di ignoto che non riusciamo a capire, infondendoci una sensazione di potenza-impotenza.
Di Donato cattura con il suo obbiettivo il danzare perfettamente coordinato degli uccelli, associandolo a colorate immagini di persone che sfilano in processioni religiose o di folle che attraversano la città. La sua è una "foto-pittura" di macchie e di segni, una sorta di "action painting" fotografica che mostra una percezione dinamica della realtà e in cui la sensazione del movimento e la percezione dell’energia vitale sembrano richiamare il fotodinamismo di Bragaglia.
Come ognuno di noi occupa un determinato spazio nel mondo, assumendo un preciso ruolo all'interno della società, allo stesso modo gli storni volano insieme nel cielo, si muovono all'unisono, mantendendo ognuno la stessa velocità e la stessa distanza rispetto all'altro, come fossero guidati dal campo magnetico terrestre. Collegando i nostri movimenti a quelli degli storni in volo, il cielo e la terra si uniscono e anche noi diventiamo macchia, colore, forma sul mondo.
L'artista fotografa con un atto spirituale che si sviluppa in lui spontaneamente. Obbedisce alla realtà che gli chiede di essere catturata e fermata in uno scatto. Si interroga sull'esistenza e sul nostro stare al mondo, indagando il sentimento della natura. Ci ricorda che noi, come gli storni, vaghiamo senza una meta precisa, "destination anywhere". Ma sempre aspiriamo verso qualcosa che sentiamo essere “infinito”,  verso quella realtà trascendente che si manifestata con particolare significato nelle processioni e nei riti.
Come sosteneva Heidegger, l'uomo non può ridursi ad un puro oggetto, cioè ad un semplice esser-presente. Il modo di essere dell'uomo è l'esistenza. L'esistenza è poter-essere. Poter-essere vuol dire progettare, andare oltre la situazione in cui ognuno di noi si trova. Per questo l'esistenza è essenzialmente trascendenza. L'uomo non è soltanto uno spettatore del mondo, l'uomo è nel mondo, coinvolto in esso, nelle sue vicende. E trasformando il mondo egli forma e trasforma se stesso.

Martina Sconci

   
LaPortaBlu Gallery
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