| “NAAT -
Nucleo di Arte AntiTerrorista”, evidenzia già nel
titolo il significato che le due opere di Del Guercio stanno ad
esprimere: esse non sono solo descrittive ma richiamano ad un
messaggio di sovvertimento.
Si tratta di una duplice critica: al terrorismo o politica del
terrore e al concetto d’identità.
Il giudizio sul concetto di terrore si sviluppa da un lato, con
l’opera sui futuristi, attraverso la messa in discussione
del concetto di tempo e, più precisamente, di fiducia nella
progressione entro le categorie temporali, dall’altro lato,
con l’opera sulla religione, attraverso la critica alla
organizzazione temporale del terrore, alla sua educazione e introiezione
nelle coscienze e al rituale religioso (che qui, è bene
sottolineare, viene solo simbolicamente definito all’interno
della religione cattolica ma che riguarda parimenti qualsiasi
altra religione o potere coercitivo si voglia economico, politico,
sociale, psicologico, mass-mediatico).
La critica all’identità si mostra sia, nella prima
opera, in relazione alla critica alla continuità temporale
sia, nella seconda opera, in rapporto alla critica alla ricerca
parossistica dell’identità esclusiva espressa nelle
forme barbariche, in questo caso, della religione.
Altro elemento significante delle due opere messe a confronto
sta nella loro antitesi stilistica, come a volere sottolineare
una discontinuità di metodo e una “crisis”
contraria ad una affermazione d’identità del lavoro
artistico dell’artista.
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Un omaggio al Futurismo e a
Mario Schifano nel suo collage su tela ma con, in aggiunta,
la scritta, in acrilico fosforescente: “Il futuro è
finito”.
Liberazione dal tempo assoluto in una dimensione kantianamente
intesa che nulla ha a che vedere con la post-modernità
e in cui le categorie del cogito e il significato della scelta
etica (come è evidenziato in opere precedenti) vengono
recuperate pur con uno sfondo nichilista (con riferimento a
Cioran)
.
Una demistificazione del presente
in quanto passato nei pastelli su carta intelata, in cui il
Del Guercio sembra quasi recitare, in continuazione con l’opera
sul Futurismo: “Il futuro è finito, il passato
ancora no”.
Bruegel, Masaccio rappresentano
il riferimento alla storia dell’arte in quanto simbolo
della storicità, la storicizzazione il doppio legame
d’introiezione del terrore.
Rita Ferri
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