LA PORTA BLU GALLERY


ANTEPRIMA

Mariano Macioci    Roberto Pace


Inaugurazione sabato 26 novembre 2005 ore 19
a cura di Tiziana Musi

Arco degli Acetari, 40 (Campo di Fiori)
26 novembre - 15 dicembre
martedì / sabato ore 17-20 e su appuntamento.

laportablu@laportablu.it


Colore,luce, spazio. Riflettere sui codici comunicativi del fare pittura. Ripensare alle modalità del guardare in relazione al fare pittura oggi. Questi sono gli interrogativi cui Mariano Macioci e Roberto Pace cercano di offrire una risposta. Per la prima mostra realizzata insieme, i due artisti occupano le stanze della galleria La Porta Blu intervenendo con due lavori distinti, dove la geometrica struttura della superficie pittorica interagisce con la modulazione della luce e dell’ombra, obbligando lo sguardo e la mente dello spettatore a muoversi nello spazio fisico per riflettere sui canoni della visione. Il titolo Anteprima suggerisce più che definisce, introduce, lascia la possibilità di revisione e rielaborazioni successive, costringe anche lo spettatore a costruire.

ROBERTO PACE
E’ vero che il mondo è ciò che noi vediamo, ed è altresì vero che nondimeno dobbiamo imparare a vederlo (M. Merleau-Ponty, Le visibile et l’invisible 1964, ed..it 1969)
Colore/luce- spazio/piano- guardare/visione - razionalità/percezione. Sono questi i campi semantici all’interno dei quali si colloca il lavoro artistico di Roberto Pace, che ha come obiettivo principale la riflessione sulle modalità del guardare. La riflessione teorica sui codici della percezione visiva sembra oggi aver perduto il suo ruolo centrale all’interno della ricerca artistica, al di là di coinvolgimenti emotivi spesso stranianti per lo spettatore. L’intervento di Roberto Pace per gli spazi de La PortaBlu, invece, tende a riportare lo spettatore al centro della dinamica percettiva con il quadro, tramite una riduzione delle componenti specifiche della pittura, dalla riduzione del formato a quello della luce e dei toni cromatici. In un certo senso Roberto Pace ribalta la struttura tradizionale dell’opera pittorica costruita sulla virtualità della prospettiva proiettata sulla superficie bidimensionale e costruisce uno spazio vuoto centrale, costruito dalla luce e dal colore: tanto più la luce diminuisce, tanto più le forme rigorosamente geometriche emergono come volumi. Lo spazio viene di conseguenza agito dallo spettatore che tramite il guardare, riordina in modo ludico le singole componenti dell’opera -quadro. L’operazione artistica si trasforma quindi in un gioco tramite il quale l’oggetto viene smontato nelle sue singole componenti, forma, luce, colore, linea e rimontato in una nuova scatola prospettica, e in una nuova dimensione temporale.
Tiziana Musi

MARIANO MACIOCI
La ricerca di Mariano Macioci si fonda sulla necessità di verificare la funzionalità degli elementi costituitivi del fare pittura: superficie, linee, colore, luce, volume.
Nel suo intervento per la LaPortaBlu l’artista riesamina, disaggregando, riducendo, annullando, le componenti fondamentali del procedimento pittorico. Attraverso una progettualità complessa, articolata, sistematica, nella quale la molteplicità dei materiali utilizzati rimanda ad una sorta di sinestesia delle arti, l’artista pone in gioco la relazione di chi guarda con l’opera pittorica e riflette sulle reali potenzialità della percezione visiva, suggerendo nella presenza dello spettatore l’elemento unificante. E’ infatti lo spettatore a ritessere la complessità di significati delle singole componenti, nel momento in cui si pone di fronte alla grande superficie monocroma, dove i tagli sottilissimi, illuminati artificialmente da variazioni cromatiche continue, producono inaspettate profondità metalliche. E’ in tal modo riconfermato nuovamente il predominio dello sguardo dell’individuo nella sua funzione specifica di attivare un rapporto con l’intenzionalità progettuale dell’autore, : è come se in assenza dello spettatore noi riuscissimo a cogliere dell’opera solo i gradi zero del procedimento artistico, la struttura nuda. L’artista come operatore singolo fa un passo indietro: costruisce programmi sistematici e prescrittivi, che sono attualizzati di volta in volta dalla presenza dell’altro.
Tiziana Musi


Mariano Macioci è nato a Isola del Liri nel 1973. Vive e lavora a Roma

“Coinvolgere e rinnovare in nuove relazioni pittura e architettura. La luce come emissione e riflesso, il colore che sottolinei, impregnandola, la temporalità di un ambiente così che si carichi di un’ inedita intensità”

Roberto Pace è nato a Frascati nel 1956. Vive e lavora a Roma ed è docente in tecniche dell’incisione all’ Accademia di Belle Arti di Bologna.

“La pittura è la riforma cangiante delle modalità percettive, l’incrocio formale che altera il nostro immaginario figurativo. Un paradiso possibile tutto interno al turbine del colore.
In questa mostra provo a limare le consuetudini visive ed espositive, a far irrompere l’alba dopo aver spento la luce.”