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Chi siamo?
"Devo stare attento a non istruire troppo chiunque” Guy Debord
La Porta Blu è una porta che sta a via Arco degli Acetari, 40, vicino a campo de fiori… entrando da quella porta si affronta una scalinata, scesa la quale si accede ad un luogo espositivo dove ogni mese variano installazioni d’arte pensate apposta per il luogo, oppure azioni performative, o video, oppure ci sono oggetti. Questa galleria si chiama La Porta Blu.
Sappiamo che il marxismo vuole trasformare il «mondo» non più interpretarlo, .però bisogna ben comprendere questa parola, il «mondo». Non si tratta soltanto d'intensificare la produzione, di coltivare nuovi terreni, d'industrializzare l'agricoltura, di costruire fabbriche giganti, di cambiare lo Stato e poi di finirla con questi «mostri freddi tra i mostri freddi». Questi sono dei mezzi.
Al fine di proporre delle cose o mostrare i propri lavori, e di esporre questi lavori o idee all’interno del medesimo luogo, la Porta Blu, appunto bisogna parlare con delle persone facenti parte di un associazione, quest’associazione si chiama La Porta Blu.
Qual è il fine? È la trasformazione della vita sin nel dettaglio, sin nella quotidianità. Il mondo è l'avvenire dell'uomo perché l'uomo è il creatore di questo «mondo». Ed il problema non è soltanto di cambiare l'idea dell'uomo, di fondare e di porre al vertice della cultura l'idea dell'uomo totale, natura e coscienza, istinto e lucidità, potenza sulle cose e sui suoi propri prodotti. Il problema non è solo quello di raggiungere l'unità dialettica delle conoscenze, di riunire in un insieme dialettico ordinato e razionale i risultati di tutte le scienze. Non è soltanto di formare un nuovo tipo d'uomini o di stabilire nuovi rapporti generali tra gli uomini.
Si può tuttavia anche decidere di imparare a dipingere o a scolpire, in tal caso c’è un altro luogo non lontano che si chiama la Porta Blu in cui ciò è possibile. Ma non ho ancora detto chi siamo, non è semplice, ci provo per induzione o per intuizione:
Questi non sono ancora che dei mezzi. Il fine, lo scopo, è di fare intervenire il pensiero, la potenza dell'uomo, la partecipazione a questa potenza e la coscienza di questa potenza, nell'umile dettaglio della vita. Lo scopo, più ambizioso, più difficile, più lontano che i mezzi, è quello di cambiare la vita, di ricreare lucidamente la vita quotidiana.
Siamo le scale da cui si accede, le tessere dell’associazione, i proiettori usati, la pittura bianca, il pavimento imbiancato o annerito, le foto commemorative, la scrivania, la musica in sottofondo, la penna, gli appunti, il computer, le mail, la chiacchierata, l’idea nuova che non è piaciuta all’artista e non la farà, quella che è piaciuta, siamo i bicchieri di carta, i piatti, il vino, siamo i posaceneri, la pioggia fuori, il sole, il tavolo, gli inviti di carta, le sedie, il bagno, le impronte di scarpe, le luci, i chiodi, il martello, il mocio, la pinza, l’errore, l’errore calcolato, quello accettato e lasciato li, la scopa, il biglietto da visita, le telefonate, il nastro adesivo, il gesso, lo stucco, il bianco, il colore, l’mp3, il sorriso, l’abbraccio, l’incoraggiamento, il tentativo, l’abbozzo, il c’era poco gente, il c’era il pienone, la pizza dopo, altro vino, birra, dolci, amari, pacche, ritardi, secondi lavori, insegnamenti generosi, cazzate, cose che avreste fatto meglio a non ascoltare.. siamo i polmoni, il senso, il battito, il batterista, l’operatore, il montatore, il ciclista che tira la volata, signori, siamo gli indispensabili gregari!
La critica della vita quotidiana, facendo apparire il suo duplice aspetto, negativo e positivo, contribuirà a porre e a risolvere il problema della vita. La cultura e la coscienza umane integrano tutte le acquisizioni della storia di tutti i momenti superati. Per contro la religione accumula tutte le impotenze dell'uomo. Contiene una critica della vita: una critica reazionaria e distruttiva. Il marxismo, coscienza dell'uomo nuovo e nuova coscienza del mondo, arreca una critica efficace, costruttiva della vita. Ed esso soltanto!…(1)
(1)Henri Lefèvre Critica della vita quotidiana (titolo originale: Critique de la vie quotidienne; L'Arche Editeur, Paris, 1958, traduzione italiana di Vincenzo Bonazza, Dedalo Libri, Bari, 1977, 2 voll
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